Per decenni, il mercato brasiliano dell’executive search ha operato secondo una logica relativamente prevedibile: identificare manager con solide traiettorie di carriera, un’esperienza settoriale consistente, una storia di risultati comprovati e uno spiccato senso politico. Questo modello ha funzionato in un Brasile giovane, con una popolazione in crescita, un’abbondante forza lavoro e cicli economici relativamente chiari. Ma il Paese è cambiato. Il reclutamento dei senior executive, invece, no. Il Brasile sta invecchiando più velocemente di quanto le aziende riescano a comprendere.

La popolazione economicamente attiva del Brasile sta vivendo una trasformazione storica. Tra il 2006 e il 2020, la quota di professionisti over 50 nel mercato del lavoro formale è balzata dal 12,6% al 19%. In numeri assoluti, il totale è quasi raddoppiato, passando da 4,4 a 8,7 millioni di lavoratori. Le proiezioni sono ancora più impressionanti: entro il 2040, sei lavoratori brasiliani su dieci avranno più di 45 anni.

Questo cambia completamente la logica della pipeline di leadership in Brasile. Il problema è che le aziende continuano ad assumere CEO e manager come se fossimo ancora nel 2005. Nel frattempo: il 78% delle aziende brasiliane ammette di avere barriere generazionali nelle assunzioni, il 41% dei professionisti brasiliani dichiara di aver subito discriminazioni legate all’età in ambito aziendale e più del 65% delle aziende non dispone ancora di programmi strutturati di inclusione generazionale.

La matematica è spietata. Il Brasile sta invecchiando. I manager stanno invecchiando. I consumatori stanno invecchiando. Ma i criteri di selezione rimangono bloccati all’adolescenza. L’executive search tradizionale ha sempre cercato modelli prevedibili: università specifiche, carriere lineari, esperienze internazionali simili, profili “sicuri”, leader politicamente neutrali e manager plasmati per preservare le strutture.

Il problema è che il contesto aziendale brasiliano non premia più la stabilità, ma ha iniziato a premiare l’estrema adattabilità. Il nuovo manager ad alte prestazioni non è necessariamente il più qualificato dal punto di vista tecnico.

Oggi le aziende hanno bisogno di leader capaci di muoversi contemporaneamente tra cinque tensioni: crescita con austerità, trasformazione con gestione del legacy, innovazione con governance, velocità con scarsità di risorse, intelligenza artificiale con leadership umana. Questo altera radicalmente il ruolo dell’executive search.

La ricerca non si concentra più solo sull’esperienza, ma sull’architettura mentale. È paradossale: c’è carenza di leader pronti proprio quando c’è un eccesso di esperienza disponibile. Il Brasile conta attualmente più di 23,5 milioni di professionisti over 50 attivi sul mercato del lavoro. Eppure, i consigli di amministrazione continuano a ripetere una frase pericolosamente fuorviante: “Non troviamo successori pronti”. In realtà li trovano. Spesso, però, scartano questi manager perché il mercato ha creato un pregiudizio silenzioso: associare la giovinezza alla trasformazione e la maturità all’obsolescenza. Questo è un errore strategico.

I prossimi decenni saranno caratterizzati meno dalle competenze tecniche e più dal giudizio manageriale. E il giudizio non si accelera con un MBA: si forgia nelle crisi. La prossima guerra aziendale sarà generazionale, e poche aziende sono preparate a gestire organizzazioni in cui coesisteranno contemporaneamente:

  • Baby Boomer;
  • Generazione X;
  • Millennial;
  • Generazione Z;
  • e, presto, Generazione Alpha.

Cinque generazioni che convivono all’interno della stessa struttura aziendale rappresentano molto più di una semplice diversità anagrafica. Rappresentano un rapporto differente con il potere, l’autorità, la carriera, il rischio, la lealtà, la velocità, la tecnologia e lo scopo.

Qualsiasi azienda che non riuscirà a gestire efficacemente questa coesistenza si troverà ad affrontare un problema strutturale di execution. L’executive search del futuro non si limiterà a reclutare leader funzionali: recluterà interpreti generazionali. L’executive search non è più solo selezione, è diventata intelligenza competitiva. I migliori processi di executive search non iniziano più con una job description, ma partono da una domanda molto più profonda:

“Di quale tipo di leadership ci sarà bisogno per sopravvivere in Brasile nei prossimi 10 anni?”

È raro che la risposta si trovi all’interno dell’azienda. Perché oggi il rischio aziendale più grande non è tecnologico, è cognitivo.

Le aziende falliscono perché continuano a prendere decisioni utilizzando mappe mentali superate. Il vero ruolo del moderno executive search è quello di rompere le bolle di pensiero, non solo di occupare poltrone. Il Brasile dovrà affrontare una grave carenza di leadership adattiva e, nei prossimi anni, il Paese farà i conti contemporaneamente con: invecchiamento della popolazione, carenza di talenti specializzati, pressione sulla produttività, trasformazione tecnologica accelerata, maggiore complessità normativa, criteri ESG e profondi cambiamenti nel comportamento dei consumatori.

Ciò richiederà una nuova categoria di manager. Meno “gestori di processi”, più architetti della trasformazione. Il problema è che questi leader sono rari e la rarità cambia completamente le regole del gioco dell’executive search. Nel prossimo futuro, le aziende non competeranno solo per la quota di mercato, ma per la capacità cognitiva manageriale. Il consiglio più pericoloso oggi sul mercato è: “prendi qualcuno simile al precedente”. Questa frase ha distrutto più aziende delle crisi economiche.

Il Brasile emergente esige CEO diversi: più adattabili, meno gerarchici, più umani, più orientati al contesto, più resilienti emotivamente e decisamente più preparati a guidare nell’ambiguità. L’executive search moderno non può più essere conservatore, perché il contesto aziendale brasiliano non lo è più. La domanda che definirà i vincitori Le aziende brasiliane pongono ancora vecchie domande:

“Chi lo ha già fatto prima?”

“Chi conosce il settore?”

“Chi viene da un concorrente?”

“Chi si adatta al profilo culturale?”

Le aziende vincenti inizieranno a chiedere qualcosa di diverso:

“Chi può guidare un futuro che non siamo ancora in grado di descrivere?”

Questa sarà la vera frontiera dell’executive search in Brasile. Ed è già iniziata.

 

Autore: Samir Amad, Country Manager Brasile

 

Fonti: Le principali fonti utilizzate per i dati demografici, il mercato del lavoro e le proiezioni sono state: IBGE, IPEA, Agência Brasil e studi e analisi sull’inclusione generazionale e sui professionisti over 50.